Il Sud rifletta


Oggi leggevo un articolo del grande Gian Antonio Stella sui costi degli asili nido in Italia. Ovviamente emergono delle differenze allucinanti tra una parte del paese, che funziona, e un’altra parte, il Sud, che e’ seriamente impantanata e malfunzionante. La cosa che pero’ mi ha colpito sono stati i commenti dei lettori meridionali, sempre assolutamente privi di fondamenta.

Mi domando che spirito costruttivo puo’ esserci se la maggior parte dei lettori del Sud rispondono indignati e stizziti a certi dati. Che risultato si potra’ mai ottenere se non si matura una coscienza civile tale da scalzare, sbasragliare una classe dirigente meridionale sistematicamente corrotta e collusa con la criminalita’. Invece di puntare il dito contro i soliti politici, ci si domandi per quali interessi occulti i cittadini meridionali li eleggono.

Leggiamo oggi del sindaco di Campobello di Mazara, arrestato per mafia eppure (ri)eletto dai suoi concittadini. Vogliamo forse pensare che nessuno, in un paesino conoscesse la persona e le sue amicizie? Smettiamola con l’ipocrisia. La gente, la cittadinanza e’ la prima a favorire, legittimare questi legami Stato-Mafia. Non era forse il Sindaco che si opponeva alla demolizione di case super-abusive? Che bell’esempio di legalita’.

Non si offendano i meridionali, me in testa, se agli occhi dell’opinione pubblica settentrionale siamo visti come dei Mafiosetti.

Rimedi? No, supposte, terapie d’urto. Il Federalismo fiscale, quello che la Sinistra ha sempre osteggiato con tutte le sue forze. Il ponte no, questo no, quello no, tutto no. E quindi nulla al Sud, come e’ evidente. Tutto vada a Roma, e da li’ si annuncino quei fantomatici enti/organi di gestione per lo sviluppo meridionale, il vero buco nero dove finiscono i soldi dei cittadini. Maledetti.

Che ognuno si paghi il suo. Sono stanco di sentire dire che siamo una palla al piede e che il Nord paga per le nostre infrastrutture (quali?). Meglio che ognuno finanzi le sue regioni, i suoi comuni. Magari e’ la volta buona che la Regione Sicilia faccia il botto, visto che 100.000 dipendenti con stipendi e benefit assurdi non potranno essere mantenuti da una popolazione disoccupata per il 30%.

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