Archive for giugno, 2012

giugno 28, 2012

Treni che mai vedremo a Palermo?


Passante Ferroviario + Anello Ferroviario

Non e’ al momento chiara la sorte di due infrastrutture fondamentali per il futuro di Palermo, ossia il passante ferroviario e la chiusura dell’anello ferroviario. Riportando letteralmente da http://www.mobilitapalermo.org

[…]se i lavori non dovessero essere avviati entro il 2 agosto, data prevista dal contratto con le imprese vincitrici dell’appalto, la Commissione Europea potrebbe revocare il proprio finanziamento, che costituisce l’asse portante dell’intervento finanziario a sostegno dell’opera.

“A tal proposito – afferma Giuffré – abbiamo registrato positivamente l’impegno tanto di RFI che della Regione a reperire i fondi necessari, perché tutti sono coscienti del fatto che la revoca del contratto porterebbe al danno della mancata realizzazione dell’opera anche la beffa di quasi certe penali da pagare alle ditte.”[…]

Questo dimostra solo una cosa evidente:
Quanto sia difficile realizzare un’opera in Italia. Comune, Provincia, Regione, RFI, EU, dovrebbero agire tutti all’unisono affinché l’opera sia costruita conformemente al progetto e nelle sue tempistiche. Basta che un soggetto tra questi nn rispetti gli accordi o ritardi nell’erogazione dei fondi, e tutto diventa incerto. Se in più ci mettiamo Mafia e buona parte della nostra classe politica, fondamentalmente interessata a lucrare sulle grandi opere, ti accorgi che diventa quasi tutto impossibile, soprattutto al Sud. Passante ferroviario, Anello ferroviario o meno, questo sistema e’ una catastrofe e va assolutamente dismesso. Di fatto, in Sicilia nn si muove una foglia da decenni. Questa e’ la sola certezza.

Questo mi porta a fare le seguenti considerazioni.

Ci hanno sempre riempito la testa con grossissime cifre per il Sud, investimenti e bla bla bla.
Di fatto, questi soldi NON SONO MAI ARRIVATI. E non e’ vero che ce li siamo mangiati. Gli unici soldi che arrivano sono quelli che servono per mantenere l’apparato burocratico che di fatto poi BLOCCA tutti gli investimenti.
E’ un sistema contorto, folle e genialmente ideato per non fare nulla al Sud.
Non e’ un caso che lo Stato sia ASSENTE nel territorio, e presente con una burocrazia ALLUCINANTE quando si tratta di investire.
E la fama di fannulloni, nullafacenti, mangiasoldi ce la becchiamo noi, senza vedere un’opera seria dai tempi del Fascismo!

Dovremmo parlare di Federalismo Fiscale, quello serio, sebbene prima vada EPURATO (anzi, azzerato) il corrente sistema amministrativo regionale. In mano a questi, i soldi non si e’ mai capito dove finiscono! In ogni caso appare chiaro che da decenni qui si viene fregati sistematicamente con grandi annunci e zero, e dico zero, interventi/investimenti.

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giugno 27, 2012

Eh bravo Tronchetti Provera….


Fin tanto che potro’, avro’ il tempo, gridero’ contro lo scandaloso SPOGLIO di Telecom Italia, azienda un tempo leader in Europa per innovazione e servizi, oggi ridotta a una costoletta di Telefonica.

Dal giorno in cui l’azienda venne privatizzata dal nostro amato Prof. Prodi, e regalata con la complicita’ di D’Alema al grande Tronchetti Provera, i bilanci dell’azienda sono diventati qualcosa di misterioso, losco, oscuro. Da quel giorno, dei 100000 e piu’ impiegati ne sono rimasti la meta’,  e poco meno. Di innovazione, di business all’estero, nemmeno l’ombra. Solo miliardi di debiti. Ma come e’ stato possibile? La risposta e’ proprio lui, Tronchetti, con la sua Pirelli RE e la sua Pirelli Broadband.

Intanto il nostro Tronchetto, con l’aiuto del CDA di Telecom, l’ha fatta franca definitivamente. La refurtiva e’ salva. Il tizio si gode i suoi mega yacht e ci guarda con disgusto nobiliare dall’alto in basso. Nel dicembre 2010, il CDA di Telecom fece andare volutamente in prescrizione tutte le azioni di risarcimento contro Tronchetti. Eppure nessuno ne ha parlato, nessun giornale ha dato tanto spazio ad una vicenda che coinvolge l’azienda Italiana che avrebbe dovuto guidare la rinascita tecnologica e industriale di questo paese.
E nel frattempo, gli Ingegneri emigrano.

Meditiamo gente, meditiamo.

giugno 21, 2012

Mare negato e coste abusate


Lungomare di Carini

E’ noto a tutti che le coste in Italia, soprattutto nelle regioni ad altissima densita’ mafiosa, sono state abusate in ogni maniera. Poco tempo fa avevo postato qualcosa sullo stato delle coste Carinesi, un tempo fatte di dune sabbiose e acque trasparenti, e oggi ricoperte da una colata di cemento fatta di autostrade, centri commerciali, e soprattutto case abusive in riva al mare di una bruttezza ineguagliabile. Neanche a dirlo lo scarico e’ abusivo e direttamente a mare.

Oggi mi ha colpito questo articolo apparso sul sole24ore, che riporta il dossier di Legambiente sullo stato delle nostre coste. La foto a sinistra se non erro riguarda proprio le case di cui sopra. Nulla da dire, qualcosa di orrendo.

Ebbene, a parte il perpetuarsi degli abusi edilizi (il Presidente della Regione Sicilia ha un procedimento in corso), vorrei porre la vostra attenzione su un legame abbastanza solido e diretto tra abusivismo edilizio (ampliamente supportato dalla mafia) e amministrazioni regionali/comunali: riporto direttamente dal dossier, qui scaricabile:

Scene degne di un film neorealista quelle che si sono viste la mattina del 19 settembre del 2011 in
contrada Spagnola, sul lungomare di Marsala. Donne e uomini schierati a difesa di una casa abusiva
di cui era programmata la demolizione. Bloccato il camion della ditta incaricata dei lavori, la folta e
agitata pattuglia ha fronteggiato gli uomini delle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Fino
all’immaginabile epilogo: tutto rimandato.
Nel corso dei mesi non sono mancate le tensioni, le minacce e le carte bollate. Chi ha accusato il
sindaco di aver tradito il patto con gli elettori. Chi, come la presidente del consiglio comunale di
Trapani, “abusiva” per sua stessa ammissione, è arrivato a sostenere in una affollatissima assemblea
pubblica che si dovrebbe approvare un ordine del giorno contro le demolizioni “come abbiamo fatto
a Trapani” e che demolire una casa abusiva sulla spiaggia e lasciarne in piedi un’altra accanto
significa creare problemi e deturpare il paesaggio.
Alla fine, da ottobre a febbraio, i primi 9 immobili dei 22 previsti nell’incarico affidato alla Sicil-
Costruzioni di Alcamo, sono stati tirati giù.
Ma gli edifici realizzati illegalmente, per cui finora è stato firmato l’ordine di demolizione, sono
ben 500: una black list che ha scatenato una guerra a colpi di delazione. Perché in realtà le case
illegali sarebbero migliaia. E allora chi è finito nella lista adesso sta cercando di dimostrare, foto
aeree alla mano, che anche centinaia di altre case vanno demolite, perché “salvate” da false
dichiarazioni, ma in realtà realizzate dopo la legge regionale del 1976 che vieta l’edilizia nei 150
metri dalla battigia. Per la serie, se proprio devono abbattermi la casa, che venga demolita anche
quella del mio vicino. A condire la vicenda di Marsala anche un’accesa e singolare controversia tra
l’allora sindaco Renzo Carini e il presidente della regione Raffaele Lombardo, che sostanzialmente
gli chiedeva di “non avere fretta” perché i suoi uffici stavano studiando una soluzione. Uffici, quelli
dell’assessorato regionale al territorio, da cui poi è partita addirittura l’incredibile richiesta di una
procedura di Vas, la Valutazione d’impatto ambientale normalmente necessaria per costruire, per
procedere – in questo caso – con le demolizioni.
Accade in Sicilia, regione leader per abusivismo edilizio sul demanio con 629 reati contestati e ben
926 persone denunciate o arrestate nel corso del 2011. Dove il sindaco di Campobello di Mazara,
Ciro Caravà, che ha condotto l’ultima campagna elettorale garantendo la sanatoria edilizia agli 800
proprietari di case abusive sul lungomare, è finito in galera con l’accusa di associazione mafiosa.
Ma anche dove la procura di Agrigento sembra abbia deciso di mettere le mani nella selva di case
abusive sorte nella città dei templi, luogo – e scempio – su cui sembrava calato il silenzio. A maggio
è stata aperta un’inchiesta sulla mancata esecuzione di circa 2 mila ordini di demolizione in tutta la
provincia ed è stata stilata la lista degli immobili che devono essere abbattuti con corsia
preferenziale.

Per chi volesse approfondire, un bellissimo articolo di Gian Antonio Stella su Marinella di Selinunte e Marina di Triscina.

Lascio a voi ogni giudizio su queste vicende a dir poco assurde, ma di certo, non potremo non tenere conto della classe politica odierna, votata all’illegalita’ e alla compartecipazione mafiosa, che ci costringono anno dopo anno a spostarci di centinaia di chilomentri pur di andare a fare un bagno al mare…

giugno 17, 2012

Carini: tra immondizia, scale mobili e Sindaci che accusano…


Sono stato recentemente in Sicilia per una decina di giorni. Sono arrivato un Martedi, di sera.

Al solito, il benvenuto e’ stato condito con una buona seppur non ancora maleodorante dose di immondizia. Tutto come sempre mi sono detto, ma vabbe’. Con il passare dei giorni, ho notato come la stessa immondizia non fosse stata puntualmente disposta. Passavano i giorni, e le pile diventavano colline, montagne e infine distese infinite e puzzolenti di immondizia. Per tutto il paese e la periferia.

Ne ho parlato con degli amici miei del luogo: la rassegnazione ormai e’ la regola. Nessuno crede piu’ in un futuro per questi territori. Si alternano una giunta dopo l’altra, quasi sempre composte da gente che cura solo gli interessi dei mafiosi della zona. L’immondizia sommerge i cittadini, e i giovani sono ormai rassegnati: osservano e si turano il naso, guardando altrove. Gli chiedi perche’ mai non si interessino attivamente alla vita politica/amministrativa della citta’, ma ci pensi e dici: ma chi te lo fa fare interloquire con consiglieri comunali con la 3a elementare o 3a media, che non sono capaci di esprimersi in Italiano, che offrono spettacoli indecorosi e infami alle scolaresche che assistono alle sedute del consiglio (sempre che queste avvengano, visto che spesso gli studenti sono costretti a tornare a scuola causa mancato raggiungimento del numero legale). Addirittura uno di loro si e’ complimentato con i bambini per avere parlato in Italiano. E quando le sedute avvengono, si parla solo di SOLDI, SOLDI, SOLDI. Nessuna iniziativa per la gente, nessuna delibera per migliorare la vita dei cittadini. L’unica piazza del paese, che sarebbe bellissima, e’ invasa da auto, smog e sporcizia. I vigili fingono di non vedere, non disturbano i veri padroni…

Oddio che si emetta un’ordinanza atta a regolamentare la circolazione o il parcheggio delle auto in piazza…No, il topic principale sono i soldi. I soldi per l’immondizia non ci sono ovviamente. Chissa’ dove sono finiti. Ma l’argomento non si tocca, non si sfiora. Li’ ci sono interessi troppo grossi, troppo alti, e la torta e’ veramente ghiotta.

Emergenza = soldoni in Italia, in Sicilia. Quindi, e’ giusto arrivare all’emergenza. E’ giusto perche’ cosi’ i soldi arrivano, in quantita’, e si mangia tutti, senza far nulla ovviamente. E se i rifiuti ad un certo punto bruciano, nella notte, a chi importa che l’aria che si respira, che i bambini del luogo respirano, e’ piena di diossina? Ovviamente i tumori non arrivano subito, ma arrivano prima o poi se respiri sempre veleno. Ma a chi frega sapere che nelle classifiche nazionali ci sono aree della Sicilia con tassi di incidenza dei tumori elevatissimi? Meglio non divulgare certe informazioni.

Io so solo che al 7mo giorno i miei occhi bruciavano, e non vedevo l’ora di scappare da quei posti meravigliosi e maledetti, abusati in ogni senso: discariche abusive, rifiuti tossici, case abusive. A Carini non c’e’ piu’ il mare, solo divieti di balneazione e orrende catapecchie che si affacciano a un metro dal mare. Un tempo, dove oggi ci sono centri commerciali, autostrada e case schifose prima c’erano dune di sabbia e acque trasparenti.

La mia rabbia e’ scoppiata sentendo questa intervista al Sindaco di Carini, sull’emergenza rifiuti. Ricordo che quest’uomo, in campagna elettorale proponeva la costruzione di scale mobili nel paese, stile Cetto la Qualunque. A Carini ci sono scale medievali bellissime per andare su e giu’ per il piccolo borgo medievale. Ma questa persona, con questa proposta, ha vinto. Cetto la Qualunque, appunto, e’ stato votato, e ha vinto. E’ reale. E allora capisci perche’ i giovani perdono le speranze! E capisci che non c’e’ speranza in quelle terre. Guardate come questa persona, tale Pino Agrusa, PDL, accusa la gente di incivilta’ per la questione dei rifiuti. Per decine di giorni questi non vengono raccolti, ma la colpa e’ della gente che li butta.

Concludo con una proposta agli amici carinesi. Ci si dia un appuntamento, un giorno X. Vediamo se l’ immondizia viene raccolta, e se dopo due giorni i sacchetti sono ancora li’ dove si trovano, si portino, tutti insieme davanti l’ingresso del comune. Vediamo se resteranno li, o li rimuoveranno….

Basta formare un gruppo su FB, selezionare un Immondizia-DAY. E’ facile, funzionera’. Tanto, l’alternativa e’ morire avvelenati dalla Diossina che ogni giorno ormai si sprigiona nell’aria.

giugno 14, 2012

“Mamma mia, ci risiamo”


E’ il titolo del Financial Times, ad indicare che una nuova terribile crisi finanziaria si sta per abbattere sull’Italia. E gli fa eco il Wall Street Journal, che titola “Italia Moribonda”.

Quelle che mi rimbombano al momento sono le parole di qualcuno che diceva che il salasso eseguito da Monti ai danni degli ormai poverissimi Italiani avrebbe solo allentato la morsa per un po’, ma che la sostanza dei fatti non sarebbe cambiata: siamo un paese fallito.

Il debito continua a crescere, la pressione fiscale raggiunta e’ insostenibile per qualsiasi popolo. Siamo tornati ai livelli di Dicembre 2011, e siamo combinati molto peggio di quando governava Berlusconi. Per carita’, non fraintendiamo. Li’ la crisi si negava, oggi si sottolinea a forza di IMU, accise etc…

La Grecia, fallita, parla di rinegoziazione del debito. La Spagna e’ virtualmente fallita, e le viene addirittura chiesto di inoltrare una richiesta ufficiale di aiuti -> leggi cedi la tua sovranita’ popolare. L’Italia e’ la prossima vittima, ci si vuole portare a vendere la nostra pelle al Fondo Monetario, FMI. Non ce ne usciremo mai! Servono soldi, sempre e solo soldi. Che non ci sono. E per questo li prendono direttamente dalle nostre tasche. Ma non bastano mai. E non basteranno mai! Che lo vogliate capire o meno!

Io vedo una sola soluzione: rinegoziare il debito, tornare alla Lira, svalutata, e ricominciare. Non saremo i soli a pagare, pagheranno pure Germania e USA, che al momento in un modo o nell’altro speculano su questa crisi. Saremo in difficolta’ per l’import? Bene, faremo da noi. Le materie prime? Cercheremo risorse alternative. Ma dobbiamo ripartire come sistema paese. Dobbiamo liberarci di questa classe politica, dobbiamo innescare un nuovo boom industriale, non piu’ basato su automotive, ma su energia e internet.

Ci risiamo, e’ vero: serve nuovamente costruire un paese. Largo ai giovani please!