Archive for maggio, 2012

maggio 30, 2012

Il contributo di Fiat alla rovina di una nazione


Solitamente quando un’azienda ne acquisisce un’altra, l’acquirente assorbe l’acquisita. Questo accade in genere in tutti i settori industriali e per tutte le grandi industrie al mondo.
Non capisco perche’ allora Fiat Industrial (utili da paura) ha comprato Cnh (americana), vi si e’ fusa, e ha trasferito all’estero la sede di questo colosso delle macchine agricole/industriali.
Dicono che questo e’ il primo passo verso la fusione Fiat/Chrysler, che portera’ anche li’ al trasferimento di tutte le attivita’ in USA. Del resto Obama non avrebbe concesso alcun prestito se le cose fossero andate diversamente. Siamo un paese di sfigati si sa, ma non credevo fino a questo punto, fino alla cessione delle proprie industrie piu’ grandi.

Il punto e’: l’Italia perdera’ anche il settore automobilistico, che ne ha segnato il boom economico del tardo 900. Le prove, gli indizi ci sono tutti. Tra qualche mese la conferma.

Vorrei solo ricordare a tutti il contributo di Fiat a questo paese. Centinaia di migliaia di persone vi hanno lavorato per decenni a spese dello Stato, ossia dei concittadini, visto che le auto prodotte hanno sempre lasciato a desiderare.

Romiti (s)vendette il brevetto CommonRail a Bosch (brevetto di proprieta’ Fiat, prodotto dai ricercatori di un centro di ricerca di Bari), che lo ha sfruttato per instaurare quella che oggi e’ una posizione dominante dal punto di vista industriale, e che ha comportato decine di migliaia di posti di lavoro in Germania.

Romiti (s) svendette Fiat Ferroviaria ad Alstom. Fiat Ferroviaria, i suoi ricercartori, avevano brevettato il cosiddetto sistema a pendolo, su cui si basano quasi tutti i sistemi ad alta velocita’ del mondo. Se lo sono presi in Francesi, hanno creato decine di migliaia di posti, e hanno oramai isntaurato una posizione di assoluto dominio nel settore.

Fiat era presente pure nel settore aerospaziale. Anche li’ vendite e dismissioni di know-how incredibili!

Oggi caso unico nella storia, compra aziende, e ne diventa una costola.

Io non so se sia giusto o sbagliato lasciare Marchionne agire con le leggi del mercato, ma di sicuro questa azienda appartiene anche agli Italiani che per decenni l’hanno supportata comprandone le auto e pagando tasse e cassa integrazione, oltre che contributi, per farla sopravvivere. il problema e’ che siamo in Italia, e la politica qui non esiste.

Solo una piccola considerazione: la nostra nazione e’ da ricostruire, da zero. Perdere il settore auto non e’ poi cosi’ grave come sembra. Bisogna pensare ad un futuro senza auto, con mezzi puliti che non inquinano. Le vendite delle auto ormai sono crollate e nessuno vuole spendere cosi’ tanto per benzina e manutenzione, oltre che parcheggi e tasse.

Quindi RIPENSIAMO questo paese, una volta per tutte, e vaffanculo a Minchionne e alle sue auto del cavolo…

 

maggio 23, 2012

Vent’anni dopo…


Oggi e’ una giornata di commemorazione, di ricordo, e si tirano anche le somme degli ultimi vent’anni di lotta alla mafia.

Sono stati presi i mandanti della strage di Falcone, mentre l’attentato a Borsellino resta tutto un punto interrogativo, fatto di depistaggi e sospetti inquietanti come la trattativa Stato-Mafia, che non e’ piu’ solo un sospetto direi…
Per il resto, non posso che constatare un Cuffaro, presidente della Regione Sicilia, in galera per reati legati alla Mafia, cosi’ come un Lombardo, presidente della Regione Sicilia, in attesa di giudizio per reati anch’essi legati alla Mafia.
A certi livelli non e’ cambiato nulla mi viene da dire. Infatti non aggiungo le decine di parlamentari Siciliani e non connessi a camorra, andrangheta e mafia appunto. Siedono sempre li’, impuniti e spesso considerati dei perseguitati, soprattutto dal nostro ex presidente del consiglio. Di sicuro il martirio di tante persone, per mano della mafia, non ha destato nessuna coscienza li’ in alto.

Ma non pensate che l’elezione di Cuffaro o Lombardo abbia tanto a che fare con i cittadini. Nessuno in Sicilia puo’ scegliere chi votare. In Sicilia fanno tutto i partiti. Non c’e’ democrazia. Fanno leggi ad-hoc, si presentano a blocchi di mille partiti coalizzati 50% a destra e 50% a sinistra, si spartiscono le poltrone, e poi nominano QUASI SEMPRE un presidente mafioso, almeno stando ai fatti concreti. E’ un sistema che funziona cosi’ da sempre, e che puo’ essere scardinato solo orientando il proprio voto verso qualcuno che veramente non ha legami con i partiti. Come i Grillini, giovani spesso casti e puri, per ora.

Di certo e’ che la coscienza civile e’ stata molto piu’ scossa da queste stragi che la politica italiana, che mantenendo e anzi ampliando il suo distacco con la cittadinanza, favorisce e nomina tutt’oggi questi esponenti politico-mafiosi.

Spero che alle prossime elezioni Siciliane i cittadini diano un segnale di forte distacco da questa gentaccia, che da Cuffaro, costantamente visitato dall’amico Casini, a Lombardo, continuano a infangare il nome di questi splendidi magistrati.

maggio 22, 2012

Ripensare Palermo


Aprire i giornali ogni giorno e’ come leggere un bollettino di guerra. Non manca giorno in cui a livello nazionale, e nella fattispecie locale a Palermo, ci sia qualche manifestazione di disoccupati, cassa integrati o nei casi peggiori, suicidi.

E’ un dato di fatto che grandi gruppi come Migliore o Li Vorsi oggi chiudono a Palermo. E la lista e’ infinita se si pensa alla vendita al dettaglio, con marchi storici come Hugony, Battaglia, Miraglia, Spatafora e moltissimi altri che sono scomparsi dal panorama commerciale della citta’. La situazione e’ figlia di una serie di aperture di grandi gruppi al cui cospetto migliore/Li Vorsi etc. sono solo delle formichine…Leroy Merlin, Mediaworld su tutti. Ma poi ci sono i centri commerciali nati come funghi un po’ ovunque, distruggendo quella che era la vendita al dettaglio in citta’.
Io non sono contro i centri commerciali, sono contro i mille centri commerciali aperti SEMPRE, anche l’1 Maggio. Ne bastava uno, molto grande. Fine!

Detto cio’, la realta’ e’ un’altra ormai: Palermo sta tornando all’anno zero.
Il tessuto commerciale di Palermo e’ stato violentemente stravolto. Accanto a questi gruppi storici, ci sono appunto queste migliaia di attivita’ al dettaglio che sono state chiuse in citta’, che ne hanno inevitabilmente cambiato i connotati. Girare per le strade non e’ piu’ come prima. Pochissima gente, saracinesche chiuse e locali sfitti. Un atmosfera di profonda tristezza che si unisce al degrado urbanistico di una citta’ che ormai deve essre ripensata in toto. E a questo status di desolazione si affianca il volto di una citta’ gia’ profondamente trasformata 50 anni fa da un boom edilizio che la trasformo’ da citta’ della Conca d’Oro, Liberty e dei Giardini a un vero e proprio ammasso di cemento, noto anche come Sacco di Palermo.

Punto di arrivo? Forse no, forse punto di partenza.

Bisogna ripensare i flussi di persone, pedonalizzare assolutamente il centro urbano per creare un mega centro commerciale naturale nel centro della citta’ in modo che rivivano le piccole attivita’ e la vendita al dettaglio.
Bisogna fare leva nella creazione di nuove figure professionali, e puntare a nuove flussi di gente e di denaro: turismo congressuale, eventi, mostre, fiere di un certo livello, musei di un certo spessore. Ripeto, Palermo va ripensata, anche nei suoi spazi vicini al mare, da utilizzare proprio a fini turistici (ristoranti, alberghi, centri congressi, mostre, spazi culturali, scuole di cinema, arte, etc…).

In tale contesto il redesign del territorio appare essenziale quanto necessario. I palazzi orribili ormai cadono a pezzi, molti pezzi del sacco, proprio di fronte al mare, non hanno piu’ motivo di essere. E’ una grande occasione per rilanciare, e a costi bassi direi. Basta con il cemento. Sfruttiamo clima, le antiche strutture bellissime, recuperiamo il rapporto con la costa, usiamo la creativita’ dei giovani, facciamo godere ai turisti i sapori della nostra terra, organizziamo congressi in delle strutture moderne e antiche, invitiamo scienziati biologi o chicchesia, puntiamo sull’universita’ e soprattutto convogliamo la gente nel centro, nel cuore della citta’. Piste ciclabili, trapsorto pubblico e ZERO auto.

Sono cazzate, ma chissa’ perche’, per chi ci amministra queste cose sono utopia. Servono solo due ruspe, e un po’ di volonta’.

maggio 21, 2012

La speranza chiamata Hollande…


Due anni fa (circa), il debito Greco si aggirava intorno ai 40/50 miliardi di Euro. Cifra enorme, almeno per quei periodi. Tuttavia la politica di intransigenza tedesca (che di fatto, governa la BCE), impedi’ ogni forma di aiuto in quella circostanza. L’aiuto venne erogato successivamente, dopo che la frittata era ormai fatta.

L’Europa era contagiata, i debiti salivano esponenzialmente, la BCE non poteva e non puo’ tutt’ora intervenire, i governi Italiani e Spagnoli cambiavano e nuove politiche di rigore assurde venivano introdotte. Leggo oggi dell’ennesimo suicidio: padre licenziato, lancia dal balcone i suoi figlioletti (4 mesi e 2 anni rispettivamente) e si uccide. In Grecia i suicidi non si contano piu’. La gente e’ esausta, ma in Europa e’ tutto fermo per l’intransigenza della Merkel.

Quello che vedo io e’ che la voglia Germanica di dominare sul continente Europeo non si e’ mai assopita negli anni. Milioni di persone sono morte, per ben due volte, in due guerre distinte. E oggi si continua con questa voglia di egemonia, di controllo, di imposizione della propria mentalita’, del proprio rigore che mal si adattano ai paesi dell’area mediterranea, Francia piu’ che inclusa.

Lungi da me accusare la Germania dei suicidi e delle crisi economiche degli altri paesi, che originano dalla degenerazione del capitalismo e dalla scarsissima capacita’ dei politici degli altri Stati di affrontare la crisi. Tuttavia abbiamo tutti le mani legate, per colpa della BCE, mentre un solo paese si arricchisce e accresce il suo potere.

Intanto gli USA si stanno riprendendo, il Giappone pure, gli altri paesi corrono, ma l’Europa frena, bloccata da una moneta che di fatto e’ solo un marco tedesco con una facciata diversa. Loro stampano Dollari e Yen, e si stanno risollevando. Noi siamo praticamente fermi!

L’Italia con Monti ha solo imposto lacrime e sangue, come voluto dalla Merkel. Cosi’ la Spagna e la Grecia, ridotta allo strenuo e che bisogna ora di 800 miliardi (erano una cinquantina prima, se non fosse stato per la linea di ferro di qualcuno…). Ma per fortuna che ci sono i cugini Transalpini. C’e’ Hollande, che sta cambiando gli equilibri, e ci cara’ credo l’Italia dopo, che se eleggera’ le persone giuste potra’ formare un asse con Parigi per riequilibrare quest’Europa che parla solo tedesco oggi giorno. La bocciatura di Sarkozy e’ stata la bocciatura del suo tentativo di lasciare tutti nella merda e di correre solo con la Germania. Che umiliazione. Per pararsi il culo, invece di combattere, di farsi portavoce di una grande nazione, ha reso la Francia solo una piccola consorella attaccata alle braghe tedesche.  In sostanza, aiutava la sua grande amica Angela a far fuori tutti, mentre la gente chiedeva solo una grande Francia, piu’ giusta, piu’ libera e meno vincolata al rigidismo tedesco…

E tutti noi un’Europa tedesca, proprio non la vogliamo. Lo abbiamo detto col sangue in passato, lo ribadiamo pacificamente oggi!

maggio 16, 2012

L’Italia delle Telecomunicazioni


Recentemente mi sono documentato sulla storia dell’industria Italiana. Se la storia del dopoguerra, dagli anni 50 agli anni 90 e’ costellata di successi incredibili, la storia degli ultimi vent’anni e’ tristemente costellata di “delitti” d’autore, firmati da grandi nomi del mondo finanziario odierno (li leggerete dopo).

In particolare, oggi vorrei parlare del settore delle Telecomunicazioni, fino a pochi anni fa fiore all’occhiello del nostro paese, e oggi ridotto a piccoli baracconi in cui si parla solo di “efficientazione”, downsizing (ridimensionamento, del business) e licenziamenti.

Eravamo primi al mondo, che ci crediate o meno. Telettra, Stet, Selenia, SIP, Sirti, Sielte, Rai ricerca, Italtel,  Olivetti, i router Marconi, e tanto tanto altro. Ed eravamo i primi sia in ambito infrastrutturale che in ambito servizi. La BBC veniva in Italia a vedere come erano fatti gli archivi digitali in Rai.

Sapete chi ha inventato l’MPEG-2? I colossi spendono 1 miliardo di euro e non approdano a nulla per la TV ad alta definizione e in digitale. La Rai e Telettra investono in una ricerca piccolina, 50 milioni di euro. Bene, questa ricerca produce il sistema per far passare un cammello dalla cruna di un ago. La Tv digitale, come si vede oggi nel mondo, l’embrione è nato qui in casa nostra. Il sistema viene dimostrato durante Italia 90, diffondendo ad 8 sale di visione italiane le immagini in alta definizione riprese nei campi di calcio con i sistemi HDTV, poi trasmesse a livello globale via satellite (fonte rai3: report).

Con un atto criminale, invece di formare un mega polo delle TLC, partendo da Telettra e Italtel, la nostra politica decide per lo smembramento. Telettra viene letteralemente regalata ai Francesi di Alcatel. Un delitto, la fine del nostro futuro industriale e innovativo. Uno dei tanti atti criminali impuniti di FIAT, che possedeva Telettra, che Le era stata a sua volta regalata dal nostro Professorone Prodi. Alcatel oggi chiude in Italia, segnando la fine definitiva di un fiore all’occhiello delle nostre TLC. Notate che il reparto di ricerca e sviluppo sull’elaborazione del segnale tv fu immediatamente cancellato dai Francesi, al momento dell’acquisto, perché non remunerativo a breve termine. Loro si che ne capiscono. E infatti si vede, stanno scomparendo pure loro…

Ci sarebbe altro da raccontare. NSN Italia chiude anch’essa (580 licenziamenti su 1100 impiegati). Per non parlare di Sirti, Olivetti. Un tempo eravamo leader mondiali nell’informatica, con le macchine Olivetti usate in tutto il mondo. Poi di punto in bianco, scomparsi. Appena la politica, si, sempre quelle facce che vedete ogni giorno, e che continuate a votare (ad oggi, i sondaggi dicono PDL 19.6%, PD 25,4%, quindi una buona meta’ della popolazione) in barba al futuro dei vostri figli.

Cosa e’ successo alle TLC di questo paese? Beh, tutto nasce dal declino allucinante del nostro piu’ grande gruppo industriale, Telecom Italia. Ancora una volta i protagonisti sono il solito Romano Prodi, e Tronchetti Provera, un imprenditore rampante della Milano bene, figlio d….’arte, che si vede regalato un gruppo, Telecom Italia, tra i piu’ grandi al mondo, leader europeo per dimensioni, che vede la stessa “Telefonica” (da cui e’ oggi controllata) come un oggettino minuscolo da comprare, forse…Era l’azienda con il piu’ grande parco auto d’Europa, investimenti in Francia, Germania, ovunque. Potentissima, zero debiti, innovazione tecnologica, ricerca. Era l’azienda che ci avrebbe dovuto/potuto portare il benessere oggi. E il lavoro. E invece? Un carrozzone in continuo downsizing, che da piu’ di 100.000 impiegati e’ scesa a 50.000 negli ultimi anni, che ha disinvestito ovunque, e che conta meno del due di bastoni con la briscola a coppe, e che ha un debito spaventoso. Perche’?

Sono gli anni di Pirelli RE, una societa’ immobiliare nata dal nulla, appartenente a Tronchetti Provera, in cui di punto in bianco fluiscono le proprieta’ Telecom Italia, che improvvisamente paghera’ l’affitto per i suoi uffici. E che dire dei router indecenti e non funzionanti, prodotti da Pirelli Broadband. In pochi anni Tronchetti Provera finanzia l’Inter di Moratti con milioni di euro, mentre i debiti di Telecom Italia crescono a dismisura. Valore delle azioni? Alla quotazione, 24 euro a titolo (se ricordo bene), oggi poco piu’ di 1 euro, credo. Assurdo? No Italia! Chi ha pagato? I piccoli azionisti ovviamente. Dove sono finiti i soldi??? Eppure un certo Beppe Grillo da anni si batte per far luce su questo disastro industriale, avallato dalla politica, guardacaso piu’ interessata al digitale terrestre. Ancor prima del suo movimento 5 stelle. E lo stesso fece per Cirio, Parmalat, e avete visto tutti come e’ finita…

Potremmo continuare per pagine e pagine, e solo per le Telecomunicazioni. Ma a che serve? Siamo qui, l’Italia e’ finita, serve ricostruirla. Tutti i settori che i nostri nonni avevano creato sono finiti. La chimica, l’alimentare, l’assicurativo, l’informatica, la farmaceutica. Eravamo leader in tutto. Assurdo crederlo oggi, ma era cosi’.

Ma come ricostruire? Gli ingegneri scappano, emigrano, l’universita’ e’ stata smantellata. Siamo finiti. Non ci sono giovani, ci sono solo i figli di chi ci ha distrutto, sono loro i veri Delfini di questo paese, anzi le Trote!!!

maggio 12, 2012

Quotidianita’ a Palermo


“Per lungo tempo si sono confuse la mafia e la mentalita’ mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! Si puo’ benissimo avere una mentalita’ mafiosa senza essere un criminale”. Giovanni Falcone

Ecco perche’ non cambiera’ mai nulla…Manca il rispetto per le regole. Vi pregherei di leggere questo ottimo pezzo di Andrea Baio, uno dei fondatori di un blog stupendo sulla citta’ di Palermo, che vi raccomando sempre di seguire su facebook e direttamente su www.mobilitapalermo.org

Da mobpa ->

Quanto sei brutta Palermo, come ti hanno ridotta? Il tuo meraviglioso centro storico sepolto dai rifiuti e da “santini” elettorali, le periferie invece…pure. I turisti sbigottiti che fotografano solo immondizia, e quando inquadrano i monumenti prendono solo particolari perché allargare il campo significa inevitabilmente sporcare l’immagine con qualche sacco di rifiuti, scritta di bomboletta o abusivo di turno con appresso il suo carretto. Abbiamo inventato l’inquinamento visivo, come se quello atmosferico e acustico non fossero già abbastanza. Palermo sei brutta, anzi fai schifo. Qualcuno doveva pur trovare il coraggio di dirtelo no? Odio dover camminare per via Maqueda senza avere qualche reazione allergica o bruciore di gola quando torno a casa, a forza di respirare quella merda che c’hai nell’aria: chissà quante schifo di malattie mi sto prendendo. E quelle rare volte che prendo la macchina odio dover restare impilato in mezzo al traffico per ore (a volte mi chiedo quanto tempo prezioso della mia vita ho sprecato ad aspettare un semaforo o una fila che si sbloccasse), tra clacson, aria irrespirabile, automobilisti e motociclisti che ti passano accanto da tutte le parti, invadendo corsie riservate o marciapiedi. A proposito di marciapiedi…odio quei tuoi schifosi marciapiedi striminziti, dove i pedoni vengono compressi come sardine per lasciare spazio alle auto, e sono poi inevitabilmente costretti a invadere la carreggiata creando un casino ancora più grande. Odioquelle tue baraccopoli spacciate per negozi in via Lincoln, con quelle merci esposte in scatoloni schifosi che poi vengono puntualmente gettati di fronte bloccando le piste ciclabili; per non parlare delle baraccopoli abusive di via Cavour, che tolgono pure spazio ai pedoni che devono passare. Odio quelli che anziché aspettare il turno cercano di sorpassare gli altri, come se le loro urgenze avessero la precedenza. Odio quelli che guidano come folli e ti insultano pure appena rischiano l’incidente. Odioquegli animali che scaricano i frigoriferi e le lavatrici in mezzo alla strada. Per non parlare di certi subumani che si appropriano delle case altrui approfittando dell’assenza dei padroni, cose che nemmeno in Africa forse. Odio dover invidiare i bei parchi delle città civili, e qui dovermi accontentare di pezzi di terra e fango con erbacce incolte e immondizia.Odio i tuoi parcheggiatori abusivi, soprattutto i locali, con quel loro fare spocchioso e mafioso, i loro marsupi e quei panzoni sintomo di una vita passata a non fare niente (se non a mangiare), “posteggiati” come le auto che sono pure incapaci di posteggiare, come se tutto fosse loro dovuto, o con la loro finta gentilezza che cela sotto quel sorriso beffardo una minaccia sottintesa; ma che cazzo, adesso trovi pure le famigliole appostate nelle piazze. Si allevano nuove generazioni di parassiti, anziché mandare i bambini a scuola e far capire loro il valore di un vero lavoro onesto. Odio il finto orgoglio di certi tuoi abitanti, che si tramandano da generazioni anziché conquistarselo coi fatti: come se l’orgoglio di essere palermitano fosse racchiuso nella bontà di un panino con le panelle o nel tifare Palermo da TIFOSO VERO, quasi fosse un’etichetta di garanzia di qualità (palermitano D.O.C.) o una patente di merito andare allo stadio e sbraitare, salvo poi uscire e trattare la propria città come se fosse una prostituta di basso borgo. Odio i tuoi palazzoni orrendi, costruiti senza criterio, che hanno preso il posto di meravigliose palazzine liberty e ti hanno fatto assumere l’aspetto di un gigantesco complesso penitenziario. Odio chi rivendica senso d’appartenenza spacciando l’inciviltà dei palermitani per folklore locale.Odio l’accondiscendenza di molti, che fanno finta di non vedere niente o negano pure a se stessi per evitare di affrontare la realtà che li circonda.Odio tanti tuoi politici politicanti: molti mi ricordano i porci su due zampe della “Fattoria degli animali” di Orwell, con quel loro fare arrogante, quella falsa importanza e quell’atteggiarsi a signori, salvo poi non esser neanche capaci di esprimere due parole in italiano o partorire un concetto politico che non vada oltre il cementificare qualcosa o il “sistemare” qualcuno; anche loro parassiti del sistema che vivono nella menzogna e nella corruzione, mettendo radici nella poltrona così da non essere costretti a saper fare qualcosa e cercarsi un lavoro vero; odio vederli alle inaugurazioni a prendersi meriti di qualcun altro senza aver lavorato neanche un giorno, e anzi magari avendone pure ostacolato la realizzazione, per poi infilarsi i panini in tasca ai buffet. Prima ti affamano, e poi ti tirano un tozzo di pane in campagna elettorale, spacciandoti per favori quelli che dovrebbero essere i tuoi diritti. Odiol’ignoranza di molti, sempre pronti a calarsi le braghe e pendere dalle labbra per ricevere favori da qualche politico o mafioso, salvo poi lamentarsi che tutto a Palermo fa schifo: non li sfiora neanche minimamente l’idea di provare a costruirsi qualcosa da soli senza dover aspettare di essere sistemati da qualcuno?! Vi rendete conto di quanto questa città campi di chiacchiere, demagogia e retorica inutile? La retorica ai palermitani piace tanto, perché dà la sensazione di fare qualcosa e far parte di qualcosa anche se in realtà se ne stanno poi tutto il giorno a grattarsi mentre la nave affonda. La retorica è bella, ti fa sentire importante senza fare un cazzo. L’importante è continuare a emozionarsi per una palla, poi se i nostri figli mangeranno polvere non importa…chi se ne frega del futuro, ci sarà sempre un pallone che gira a farci stare meglio. Odio gli inetti negli uffici pubblici, altri “posteggiati” che neanche si pongono il problema di mantenere una dignità e rendersi utili: sempre a girarsi i pollici, affidati a mansioni ridicole e bravi solo a riscuotere lo stipendio rubando dalle tasche di tanti lavoratori onesti che fanno sacrifici enormi per campare gente come loro. Odio dover assistere a puntuali indecenze durante ogni spoglio elettorale. Odio le tue opere incompiute, lo sperpero enorme di denaro pubblico, i tempi biblici per sostituire una lampada in un lampione, le tue strade schifose piene di buche che poi vengono magari rattoppate alla meno-peggio e asfaltate da schifo così che poi dopo due mesi sono nuovamente da riparare. Odiodover prendere la barca ogni volta che piove, perché qualche idiota non ha fatto sturare i tombini o ha progettato male le strade. Odio quei porci che buttano la carta a terra col cestino a un metro di distanza. Odioquelli che salgono sull’autobus senza pagare il biglietto e poi insultano il controllore quando dice loro di scendere. Odio gli scagnozzi fuori dai seggi elettorali pronti a fare compravendita. Odio tanti vigili che con abusi di ogni genere sotto il naso, passano e fanno finta di niente, o si mettono a chiacchierare con chi invece dovrebbero solo multare. Odiochi si riempie la bocca di belle parole, e poi non mostra coerenza coi fatti. Odio chi non fa nulla e si lamenta di tutto o, peggio ancora, critica chi invece nel suo piccolo cerca di fare qualcosa. Odio chi sminuisce dicendo che in altre città è anche peggio, come se questo ci facesse piangere con un occhio. Questo e molto altro ODIO. Soffro pensando alla tua nobile storia e vedere che oggi la tua essenza sopravvive solo in pochi angoli nascosti, sfuggiti allo sguardo di Attila e sopravvissuti a questa invasione barbarica. Sei una città sovrastata e oppressa dalla bruttezza e l’inciviltà dei tuoi abitanti. Sei una perla data ai porci. Immagino quanto bella devi essere stata in passato, una bellezza che ancora oggi sopravvive sotto questa coltre di fango. Palermo ti amo, per questo mi fai schifo. Finché mi farai schifo capirò di volerti cambiare, il giorno in cui ti accetterò per come sei non sarò diverso da tutti gli altri.

Pensate ai responsabili di tutto cio’ quando voterete nuovamente…

maggio 10, 2012

In memoria di Peppino Impastato


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34 anni fa moriva Peppino Impastato, ucciso barbaramente da qualcosa che puzza indecentemente di merda, qualcosa che fa rima con morte, qualcosa che produce ribrezzo gia’ con il suono orribile, che rende vergogna ad un’intera Regione solo pronunciare le sue due sillabe: Mafia.
Peppino Impastato parlava, denunciava e non si piegava. E se fosse stato ancora tra noi, presto o tardi avrebbe fatto la stessa fine. Perche’ a comandare in Sicilia sono sempre loro, attraverso le istituzioni.
Quanti Cetto la Qualunque nei paesini intorno a Cinisi, che ti promettono scale mobili al posto di splendide scale medievali ricoperte di immondizia, che ti costringono a fare lo Slalom attraverso montagne di rifiuti putridi e puzzolenti, gas di scarico e chissa’ quante scorie di amianto per non dire altro. Parlano solo di opere inutili e irrealizzabili solo perche’ vogliono favorire i loro amichetti Mafiosi. Arrivano i soldi e li danno alle imprese mafiose. In cambio voti, denaro e la villetta in campagna o a 2 metri dal mare.
Li conosciamo e li conoscete tutti, perche’ vengono sistematicamente ELETTI e RIELETTI.

E tutto e’ sempre e solo come prima. Tutto impunito, tutto consentito, tutto tollerato, e intanto a noi ci tocca vivere cosi’ (link ad un post stupendo apparso su MobilitaPalermo):

http://www.mobilitapalermo.org/mobpa/2012/05/09/quanto-fai-schifo-palermo/

maggio 9, 2012

Il nuovo rinascimento parte proprio dall’Italia


Grillo e l'uso dei social media

Grillo e i social network

E a innescare la miccia e’ stato un comico. Beppe Grillo.

In Italia si sta verificando qualcosa di unico, un fenomeno culturale senza eguali nel mondo. Si da’ inizio a una nuova era politica, dove il concetto di politica inteso nel senso comune odierno e’ defunto.

Grillo e’ antipolitica. Vero. E’ la voce di milioni di persone contro questa politica. E gli sprechi, le caste e tutte queste puttanate sul nano puttaniere sono solo la facciata che certe gente (morta dentro) vuole vedere.

Si parla di lavorare e produrre nel proprio territorio, di costruire case ecologiche ad altissimo risparmio energetico, di mangiare prodotti autoctoni senza spedirli inutilmente da un lato all’altro del mondo, di riciclare tutto, di usare e condividere mezzi pubblici, di lavorare da un parco a 300 megabit al secondo, wireless, di mobilita’ sostenibile, piste ciclabili…

E’ un mondo nuovo, un’idea condivisa da milioni di italiani. Un’idea che altrove non attechisce, e che si manifesta in forme becere di politica estrema avversa ad un sistema capitalistico ormai deceduto (francia, destra estrema 20%, per non parlare della Grecia). Solo da noi tutto sta nascendo pacificamente e si sta sviluppando culturalmente, senza pericolosi veicoli estremistici. I nostri cari politici dovrebbero piuttosto dire grazie a Grillo, che e ‘ solo la voce di un’idea ben piu’ ampia.

In Italia si sta facendo la storia, con il primo movimento al mondo nato su internet, che cresce con i social network. I partiti, le ideologie sono finite. I problemi si risolvono condividendoli in rete e scambiandosi idee e soluzioni. Calcolo parallelo, multi-core. A che servono gli amministratori? A chi serve un Napolitano? Ha 90 anni signori…

Siamo protagonisti della rivoluzione culturale del 21esimo secolo, e siamo sempre noi Italiani a dare l’incipit.. Il nostro fenomeno non ha eguali in termini planetari!!! Noi non siamo finiti a votare gli estremisti, abbiamo votato i nostri concittadini con il quale abbiamo discusso problemi e soluzioni. Usiamo FB per per discutere, parlare, lavorare, fare streaming. Gli amministratori sono solo gli attuatori di cio’ che viene deciso in quello che ieri si chiamava partito, e oggi si chiama gruppo facebook.

Non ci servono buchi tra Italia e Francia per scambiare merci a 300km/h. Non ci servono container per importare latte dalla cina o vendere il pane alla polonia.

Ma cazzo non vi rendete conto che e’ un sistema marcio??? Il capitalismo e’ morto, le ideologie sono morte. Siamo solo esseri umani tutti uguali che dobbiamo condividere pacificamente un pianeta.