Archive for novembre, 2011

novembre 29, 2011

Siamo un grande paese, ce la faremo!


Leggo dati numeri, cifre assurde che aiutano solo a confondere le idee. All’atto pratico, nella ricerca della semplicita’, che rende tutto solvibile e attuabile, la sostanza e’ che servono soldi. Servono soldi per mandare avanti la baracca, soldi che i mercati non ci prestano perche’ “manca la fiducia”. In realta’, come dicevo nel precedente post, i mercati i soldi ce li prestano eccome, ma con interessi elevatissimi. La domanda per i nostri titoli fa pensare che:

  • I mercati sanno che non falliremo (e tutti comprano titoli Italiani);
  • Gli speculatori fanno in modo che i tassi restino altissimi.

Chiaramente non possiamo continuare cosi’, altrimenti passeremo i secoli a venire pagando debiti, come faranno i Greci purtroppo. E saremo ricattabili. La Finlandia ha chiesto, a garanzia del suo credito verso la Grecia il Partenone, il simbolo di quel popolo, di una nazione! Eppure la soluzione e’ li’, di fronte a noi, e’ questo che fa rabbia. Abbiamo abbastanza risparmi per comprarci questo debito e vivere comunque tranquilli. Dunque perche’ non lo facciamo? E’ sempre il solito problema: la politica, la classe dirigente!

  • Casini, UDC, dirige un partito di Democristiani la maggior parte dei quali sono inquisiti. Si tratta di gentaglia alla Cuffaro che vive di interessi illeciti e collusioni mafiose, soprattutto al Sud, dove ha delle vere e proprie roccaforti.
  • Bossi, non serve aggiungere altro.
  • Bersani, e il suo PD meno L, un partito che ha tenuto li’ Berlusconi per 17 anni, litigando e fingendo di fare opposizione. Sono tutti servi di Goldman-Sachs, non hanno un ideologia, non hanno un programma, vivono solo con l’incubo di perdere le elezioni, non sono in grado di accordarsi in nulla.In 2 anni di governo hanno fatto l’indulto, liberando un sacco di mafiosi e hanno messo Mastella presidente del Senato. Un insulto agli Italiani onesti.
  • Berlusconi, e il suo PDL, che in 17 anni ha parlato solo di processo breve e intercettazioni, mentre il resto del mondo cercava di prepararsi ad una crisi di proporzioni immani. Lui si faceva i suoi festini e diceva che la crisi non c’era.
  • Di Pietro. Impari l’Italiano, impari a comunicare. Ma almeno, ha fatto opposizione.
  • Fini. Dopo 15 anni con Berlusconi, si e’ svegliato e ha detto che se ne va! Ridicolo, approfittatore e opportunista.

Ma che gente e’ questa! Come vogliamo comprare il nostro debito con questa marmaglia li’ al potere? Sarebbe come regalargli i nostri soldi, sudati e lavorati. Nel titolo del post dicevo che siamo un grande paese e che ce la faremo. Come farcela allora? Di sicuro non ci servono altri prestiti, non possiamo toccare la pensione a chi lavora 35 anni. No, non si fa cosi’! Come allora?

  1. Mandiamo a casa questi assassini/delinquenti
  2. Compriamo il debito
  3. Dimezziamo i parlamentari
  4. Eliminiamo province e accorpiamo comuni
  5. Riduciamo a 1/3 gli stipendi dei politici
  6. Privatizziamo le aziende comunali
  7. Investiamo in R&D per energie rinnovabili, logistica, trasporti del futuro (s0stenibili), case ad alto risparmio energetico
  8. Potenziamo la scuola, plasmiamo animi green e con grande educazione civica
  9. Riduciamo le universita’, concentriamole nelle maggiori citta’, dislochiamo le specializzazioni nel territorio, costruiamo cittadelle universitarie con alloggi. Dobbiamo incentivare la mobilita’ dei ragazzi Italiani, aiuta ad amalgamarsi e unire il territorio. Cosi’ salviamo il Sud. Immaginate i Milanesi che vanno a studiare Semiconduttori a Catania, o i Palermitani che vanno a studiare Economia a Milano o Meccanica a Torino/Pisa, o i Cagliaritani che studiano lingue a Napoli, o Arte a Venezia
  10. Banda larga, fibra in tutte le case, WiFi liberissimo
  11. Informatizziamo tutto, dalle transazioni economiche a tutte le pratiche burocratiche, direttamente solvibili dal cittadino
  12. Facciamo ripartire la cultura, i teatri, le scuole di cinema
  13. Investiamo in trasporti pubblici ecosostenibili: bici su tutti, ma anche tram, treni. Non servono TAV o ponti. Ci si sposta in aereo nel 2012
  14. Integriamo gli immigrati dall’Africa e dall’Asia. Saranno la nostra forza!

Sono convinto che si tratta di punti semplici, fattibilissimi, che ci porteranno sul tetto del mondo! Serve poco, pochissimo, solo un po’ di buon senso, e il coraggio di ANNIENTARE le persone di cui sopra.

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novembre 27, 2011

E se fosse tutto un complotto?


Vorrei ricavare un piccolo spazio, una piccola nicchia su temi che mi stanno a cuore, ossia quelli relativi al futuro del mio paese.

E’ di oggi la voce di un eventuale prestito tra i 400 e i 600 miliardi di Euro da parte del fondo monetatario internazionale (FMI) all’Italia. Il tutto per ammortizzare il debito, bloccarlo – per cosi’ dire – per 18 mesi, per consentire a Monti di fare certe riforme strutturali, evitando di emettere BTP con interessi del 7/8%. In linea di principio cio’ puo’ sembrare un gran favore all’Italia, ma all’atto pratico, su 600 miliardi, il 3% di risparmio sono “solo” 18 miliardi di Euro. In questi termini, 18 miliardi sembrano bazzecole, e in effetti lo sono. Ma allora, dove sta il favore all’Italia, dove e’ il vantaggio per noi?

Io ho un sospetto. Un forte sospetto. Non vedo complotti ovunque, ma la situazione mi sembra abbastanza chiara. E’ solo offuscata dai giornali di sinistra, che vendono ogni parola di Monti come vangelo, le sue azioni come miracoli, celando i dati importanti (lo spread, da quando Berlusconi si e’ dimesso e’ salito di 200 punti, e gli interessi sui BTP sono saliti di 5 punti percentuali) e soprattutto la forza che muovono tutta questa speculazione contro la nostra amata Italia.

Ma torniamo al punto chiave: dove sta il complotto?

In tre parole: Monti, Goldman-Sachs, FMI. Monti e’ l’uomo che la sinistra ci vende come salvatore, sebbene sia un fido dipendente di Goldman-Sachs (e quindi dell’FMI), che lo usa come strumento per accedere alla sovranita’ popolare Italiana, che sara’ presto svenduta agli Stati Uniti.

In sostanza, per risparmiare 16 miliardi di Euro, equivalenti a mezza manovra finanziaria o a una qualunque manovra correttiva, svendiamo la nostra sovranita’. Penso che sia naturale, sensato allora chiedersi se tutto cio’ non sia un complotto ai nostri danni. Non c’e’ motivo di dare il culo per pochi spiccioli! Si carissimi. Non si capisce proprio il motivo di questo accanimento verso l’Italia. Assolutamente no! Siamo il paese con la terza riserva aurea del mondo, gli Italiani possiedono in risparmi circa 10.000 miliardi di Euro (siamo tra i piu’ ricchi al mondo come risparmi, siamo formichine), ossia piu’ di 5 volte il debito attuale (1800 miliardi di Euro). Abbiamo un rapporto deficit/pil del 120%, che e’ quasi la meta’ del debito Giapponese, 224% in rapporto al loro PIL, che e’ enormemente piu’ grande del nostro. E perche’ allora si attacca l’Italia? Perche’?

Abbiamo i risparmi per comprarci il nostro debito, ne bastano solo 1/5. E in fin dei conti la non siamo messi peggio di Francia, Olanda o addirittura Germania! Si carissimi. Ma allora dove sta il problema? Perche’ i mercati non attaccano il Giappone, o si sono sempre limitati nell’attaccare la Francia? Perche’ proprio noi? Perche’ l’Italia e’ nel mirino degli speculatori? Perche’ l’FMI ci vuole mettere sotto? Perche’ Monti e’ li’ dove e’?

Io la penso cosi’: i soldi al FMI li da’ in buona parte, sotto banco, la nostra cara Goldman-Sachs. Gli Italiani hanno la classe politica piu’ corrotta del mondo, e quindi piu’ controllabile. Con uno schiocco di dita ci hanno convinto che un governo tecnico e’ la soluzione. Cosi’ facendo hanno messo al potere il loro uomo di punta, tale egregio Sig. Monti. E cosa vorranno in cambio di questo prestito? Abbiamo aziende statali e beni immobili che valgono quanto il debito. Su tutti? Eni, Finmeccanica, Enel, e tanto altro. Tutte le nostre aziende! Si. E’ questo che vogliono.

Ci provano da anni, e sempre tramite la Sinistra. Documentatevi su Prodi, questo cosiddetto Professore. E su Draghi. E su D’Alema. Cercate Britannia, e cercate questa parola insieme al nome Draghi o Prodi. Anzi, risparmiatevi la ricerca, e leggete qui

Hanno cominciato qualche hanno fa a mettere le mani sui nostri patrimoni, sul sudore di chi ha costruito questo paese. E ora stanno per darci il colpo di grazia. Dopo Prodi e Draghi, uomini fidati di Goldman-Sachs, ora c’e’ Monti.

Allora, Signori cari, SVEGLIA. O eleggiamo un governo, e decidiamo se vogliamo svenderci o meno, o facciamo la rivoluzione, perche’ cosi’ siamo fritti. Siamo sempre vittime di stampa faziosa (avete notato i titoli di Repubblica e Corriere? Non si trova un riferimento a Spread e tassi sui BTP) e politici corrotti/venduti.

Ci vogliono convincere che Monti e’ la cura. Ma ahime’, Monti e’ solo l’iniezione letale, il veleno che ci portera’ a un futuro di poverta’ e malessere.

Svegliamoci, riprendiamoci il nostro paese. E speriamo che Berlusconi e la Lega mandino a casa questi ladri. E compriamoci il nostro debito. Il 20% dei nostri risparmi, e sara’ tutto finito. E non sono soldi persi. Ce li riprenderemo, con gli interessi cavolo!

Andiamo ragazzi, riprendiamoci la nostra vita!

novembre 23, 2011

PA-CT e l’alta capacita’ ferroviaria in Sicilia


E’ notizia recente che dal 2012 non esisteranno piu’ treni notte, e al massimo si potra’ raggiungere Roma in treno dalla Sicilia.Certamente ha senso, visti ormai i prezzi dei biglietti  aerei e la quantita’ di persone che affrontano 20 ore di viaggio in treno.

Ma dato per assodato che i collegamenti a lunga percorrenza da/per la Sicilia non hanno una grande valenza economica, mi chiedevo quale valenza economica potesse avere il traffico regionale. Mi spiego: al Nord, come al centro, e talvolta al sud della penisola, ci si sposta anche di 50/70 chilometri al giorno per andare a lavorare, che corrisponde al max 1 ora ad andare e 1 ora a tornare…
Io vivo a Monaco di Baviera, e molta gente giornalmente commuta da/per Asburgo, Ingolstadt, talvolta Norimberga e altre citta’ limitrofe. Ma qui ci sono Audi, BMW, EADS, MAN, Siemens, Infineon, Qualcomm, Intel e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Al massimo, in Sicilia, una rete ferroviaria regionale veloce, o quanto meno ad alta capacita’, che vantaggi economici puo’ portare e soprattutto quale bacino di utenza interessa?
Palermo – Catania, al meglio, 2 ore, forse tra 5/8 anni. E quindi? Quale e’ il vantaggio sul bus? 45 min? E cosa concludiamo? Nessuno fara’ mai il pendolare per 4 ore al giorno. E poi, dove sono queste aziende che richiedono pendolari?
Forse avrebbe piu’ senso un collegamento veloce tra Catania e Messina, e Catania e Siracusa, o Catania ed Enna.
Non e’ una provocazione, non sono di Catania e non voglio una guerra tra poveri, ma e’ un dato di fatto che a Catania ci sono molte grosse aziende e un aeroporto che gestisce un traffico di 7 milioni di passeggeri. Tutta l’agricoltura Sicula si origina e viene esportata da quella zona. Allora perche’ non favorire la gente nei propri spostamenti, unire il territorio, creare piu’ opportunita’ di sviluppo?

E’ solo una domanda. Mi chiedo cosa ce ne facciamo di un collegamento veloce PA-CT.
Forse avrebbe piu’ senso parlare di macro-aree metropolitane, raggruppare le province Siciliane in macro comparti economici e metropolitani. Penso a tre grandi aree metropolitane: PA-TP-AG, ME-CT-SR, CL-EN-RG. E all’interno di queste ollegamenti puntuali, efficienti caratterizzati da alta frequenza/velocita’. Tra le macro aree metropolitane si attuino collegamenti ad alto volume/capacita’ meno frequenti con poche fermate, in modo da aumentare la velocita’ e sfruttare al meglio le molte tratte a singolo binario (da raddoppiare opportunamente in futuro). Immagino un Palermitano che lavora a Trapani e commuta giornalmente, e viceversa. Immagino questa macro-area rivalorizzata per turismo e agricoltura, anch’essa con un aeroporto competitivo che permetta grossi volumi di passeggeri e merci, come Catania. Ma non vedo la necessita’ assoluta di un PA-CT o PA-ME in 2 ore o 3 ore. Potremmo migliorare Punta-Raisi, Fontana Rossa, e il nascendo aeroporto di Ragusa. E potremmo puntare a uno sviluppo e a una mobilita’ sostenibile in queste macro-aree.

Voi che ne pensate?

novembre 19, 2011

Palermo e i suoi simboli


Recentemente si sta discutendo l’intitolazione della fermata Brancaccio del passante ferroviaro a Padre Puglisi. Si intende cambiarne il nome appunto da “Palermo Brancaccio” a “Padre Puglisi”. Si sono sollevate varie polemiche a riguardo.

Personalmente, io sarei perfettamente d’accordo a ricordare alla gente LOCALE chi e’ morto per colpa della Mafia. Soprattutto lo merita la memoria di questo eroe.
Sono d’accordissimo a dedicare, sempre in un contesto LOCALE, piazze, strade, manifestazioni culturali e sportive, e quanto altro per ricordare eroi caduti per mano della Mafia.

Ma sono totalmente in disaccordo nell’intitolare “interfacce” internazionali come l’aeroporto a eroi della lotta contro la Mafia. Che biglietto da visita diamo? Abbiamo solo questo da associare al nome di Palermo? Mi spiace che il turista che arriva,  veda/associ subito Palermo alla Mafia, sebbene si tratti di simboli di lotta alla stessa. Perche’ non cominciare ad associare il nome di Palermo a qualche altro simbolo da esportare. Cucina, monumenti, mostre, eccellenze, tradizioni, personaggi illustri della citta’, non per forza simboli della lotta alla Mafia. Ricordo che l’areoporto e’ comunque inserito in un contesto INTERNAZIONALE, e sinceramente il turista non ha nessun ruolo nella realta’ che molta gente giornalmente vive.

Ben venga dunque via puglisi, un evento sportivo intitolato al padre, una fermata chiamata Padre Puglisi. E vangano pure mostre, eventi, musei, strade, momunenti, parchi, e quanto altro serve per ricordare Falcone e Borsellino. Soprattutto manifestazioni culturali che ricordino alla gente il terrore che questi eroi hanno combattuto per noi! La creazione del museo della Mafia da parte di Sgarbi e’ stata un’idea assolutamente vincente. Anzitutto si rende memoria agli eroi che l’hanno combattuta. Ma al contempo l’idea di avere narrate certe storie in un contesto come un museo rievoca un’idea di passato, qualcosa che non e’ piu’ presente. Facciamo un museo a Corleone, magari nella casa di Mafiosi illustri…Facciamo business attraverso cio’ che ha rovinato il business in Sicilia.

E’ necessaria un’opera di rinnovamento dell’immagine della citta’, che anzitutto parta da una revisione dei suoi simboli. Abbiamo una tradizione culinaria e vinicola favolosa: puntiamo sui nostri prodotti. Creiamo turismo agricolo, culinario, rassegne internazionali dove si presentano prodotti autoctoni, puntiamo sulle risorse locali, su corsi di cucina, su degustazioni di vini e formaggi ed escursioni sul territorio. Creiamo percorsi turistici SERI in citta’. Perche’ non creare delle corsie preferenziali per i turisti che visitano la citta’ in carrozza. Perche’ non permettere a chi scende dalla crociera di attraversare in modo sicuro percorsi predefiniti, dove sorgano negozietti di souvenir, caffe’, ristoranti, e attivita’ commerciali di ogni tipo. E utilizziamo la nostra bellissima cattedrale, i quattro canti, il teatro massimo o chissa’ quanti altri palazzi come simbolo delle meravigle nascoste di Palermo. Basta poco, pochi soldi, pochissimi, e si creerebbero migliaia di posti di lavoro…

Sleghiamo il nome di Palermo dalla Mafia, la lotta odierna comincia da li’…