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agosto 2, 2012

Stereotipi e abusivismo


Un conoscente in riposta ad un mio post su un noto blog scrive:

“… Scusate, dimentico che noi abbiamo il mare, il clima, i cannoli, il carrettino…si mangia bene in Sicilia, lo sa tutto il mondo…l’importante infatti è mangiare, mangiare, mangiare, in tutte le sue forme…aggiungo: alla luce del neon di una terrazza di un villino abusivo a 15 metri dal mare con la spiaggia piena di munnizza e scarichi abusivi (si perchè il villino non è l’unico ma parte di un complesso di venti di questi)…che bella la Sicilia!

In poche righe, questa persona ha descritto in modo esemplare lo spaccato della situazione Siciliana. Tutto da incorniciare, specialmente l’ultimo periodo, che sintetizza in modo impeccabilmente perfetto l’egoismo e l’incivilta’ di una popolazione che ahime’ suscita spesso stupore misto a disgusto. La catapecchia abusiva e orribile in mezzo al sudiciume lasciato dalla gente tra gli scarichi puzzolenti abusivi del vicinato mostra solo quanto sia basso il livello civico/morale di questa terra…(per conferme, basta percorrere l’autostrada palermo-trapani, dall’aeroporto fino a tommaso natale).

E’ mai possibile che decine di migliaia di persone oneste, per bene, devono rinunciare al mare, alla pulizia, al decoro urbano, ad una spiaggia usufruibile (laddove esiste ancora), devono fare il bagno tra liquami a volte, ignari che questi maledetti scaricano abusivamente? E’ possibile che siano sorti un migliaio di villini tra Punta Raisi e Isola delle Femmine che nessuno e dico nessuno ha mai osato disintegrare nelle loro brutture? E’ possibile che questi mille voti di gente in malafede, che ha costruito COSCIENTEMENTE in modo illegale contino cosi’ tanto da compromettere un’intero bacino d’utenza fatto di famiglie, bambini, gente perbene, possibili operatori turistici. E’ possibile che nessuno alzi la voce per abbattere queste SECONDE CASE? Si alternano sindaci, si alternano giunte comunali, ma nessuno mai ha fatto nulla. Si continua a livello regionale a proporre sanatorie assurde, in nome di quell’autonomia che ci rende morti di fame e sudici nell’animo e nella vita, che ci corrompe per “un posto di lavoro, un favore, una pratica accelerata, una licenza, 50 euro per fare la spesa della settimana alla famiglia e altri tanti miserabili esempi di una terra violentata dai suoi stessi figli”.

Ogni volta che percorro quella maledetta autostrada rivedo quei neon schifosi, quei tavoli di plastica con tovaglie in cerata, sento la puzza dell’immondizia bruciata attorno alle case, il fetore delle fogne a cielo aperto, delle arrostute con tanto di munnizza lasciati ai lati dai vicini, il baccano, la musica ad alto volume, rivedo le auto posteggiata alla rinfusa sulla strada, le bottiglie e i pezzi di cemento su quei 30 centimetri di battigia, ma vedo anche un mare stupendo, favoloso, trasparente, calmo, immenso, cui chiedo ogni volta che passo quando decidera’ di portarsi via con una sola bella e maestosa onda tutto quello schifo che solo certe bestie possono concepire.