Mare negato e coste abusate


Lungomare di Carini

E’ noto a tutti che le coste in Italia, soprattutto nelle regioni ad altissima densita’ mafiosa, sono state abusate in ogni maniera. Poco tempo fa avevo postato qualcosa sullo stato delle coste Carinesi, un tempo fatte di dune sabbiose e acque trasparenti, e oggi ricoperte da una colata di cemento fatta di autostrade, centri commerciali, e soprattutto case abusive in riva al mare di una bruttezza ineguagliabile. Neanche a dirlo lo scarico e’ abusivo e direttamente a mare.

Oggi mi ha colpito questo articolo apparso sul sole24ore, che riporta il dossier di Legambiente sullo stato delle nostre coste. La foto a sinistra se non erro riguarda proprio le case di cui sopra. Nulla da dire, qualcosa di orrendo.

Ebbene, a parte il perpetuarsi degli abusi edilizi (il Presidente della Regione Sicilia ha un procedimento in corso), vorrei porre la vostra attenzione su un legame abbastanza solido e diretto tra abusivismo edilizio (ampliamente supportato dalla mafia) e amministrazioni regionali/comunali: riporto direttamente dal dossier, qui scaricabile:

Scene degne di un film neorealista quelle che si sono viste la mattina del 19 settembre del 2011 in
contrada Spagnola, sul lungomare di Marsala. Donne e uomini schierati a difesa di una casa abusiva
di cui era programmata la demolizione. Bloccato il camion della ditta incaricata dei lavori, la folta e
agitata pattuglia ha fronteggiato gli uomini delle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Fino
all’immaginabile epilogo: tutto rimandato.
Nel corso dei mesi non sono mancate le tensioni, le minacce e le carte bollate. Chi ha accusato il
sindaco di aver tradito il patto con gli elettori. Chi, come la presidente del consiglio comunale di
Trapani, “abusiva” per sua stessa ammissione, è arrivato a sostenere in una affollatissima assemblea
pubblica che si dovrebbe approvare un ordine del giorno contro le demolizioni “come abbiamo fatto
a Trapani” e che demolire una casa abusiva sulla spiaggia e lasciarne in piedi un’altra accanto
significa creare problemi e deturpare il paesaggio.
Alla fine, da ottobre a febbraio, i primi 9 immobili dei 22 previsti nell’incarico affidato alla Sicil-
Costruzioni di Alcamo, sono stati tirati giù.
Ma gli edifici realizzati illegalmente, per cui finora è stato firmato l’ordine di demolizione, sono
ben 500: una black list che ha scatenato una guerra a colpi di delazione. Perché in realtà le case
illegali sarebbero migliaia. E allora chi è finito nella lista adesso sta cercando di dimostrare, foto
aeree alla mano, che anche centinaia di altre case vanno demolite, perché “salvate” da false
dichiarazioni, ma in realtà realizzate dopo la legge regionale del 1976 che vieta l’edilizia nei 150
metri dalla battigia. Per la serie, se proprio devono abbattermi la casa, che venga demolita anche
quella del mio vicino. A condire la vicenda di Marsala anche un’accesa e singolare controversia tra
l’allora sindaco Renzo Carini e il presidente della regione Raffaele Lombardo, che sostanzialmente
gli chiedeva di “non avere fretta” perché i suoi uffici stavano studiando una soluzione. Uffici, quelli
dell’assessorato regionale al territorio, da cui poi è partita addirittura l’incredibile richiesta di una
procedura di Vas, la Valutazione d’impatto ambientale normalmente necessaria per costruire, per
procedere – in questo caso – con le demolizioni.
Accade in Sicilia, regione leader per abusivismo edilizio sul demanio con 629 reati contestati e ben
926 persone denunciate o arrestate nel corso del 2011. Dove il sindaco di Campobello di Mazara,
Ciro Caravà, che ha condotto l’ultima campagna elettorale garantendo la sanatoria edilizia agli 800
proprietari di case abusive sul lungomare, è finito in galera con l’accusa di associazione mafiosa.
Ma anche dove la procura di Agrigento sembra abbia deciso di mettere le mani nella selva di case
abusive sorte nella città dei templi, luogo – e scempio – su cui sembrava calato il silenzio. A maggio
è stata aperta un’inchiesta sulla mancata esecuzione di circa 2 mila ordini di demolizione in tutta la
provincia ed è stata stilata la lista degli immobili che devono essere abbattuti con corsia
preferenziale.

Per chi volesse approfondire, un bellissimo articolo di Gian Antonio Stella su Marinella di Selinunte e Marina di Triscina.

Lascio a voi ogni giudizio su queste vicende a dir poco assurde, ma di certo, non potremo non tenere conto della classe politica odierna, votata all’illegalita’ e alla compartecipazione mafiosa, che ci costringono anno dopo anno a spostarci di centinaia di chilomentri pur di andare a fare un bagno al mare…

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