Il contributo di Fiat alla rovina di una nazione


Solitamente quando un’azienda ne acquisisce un’altra, l’acquirente assorbe l’acquisita. Questo accade in genere in tutti i settori industriali e per tutte le grandi industrie al mondo.
Non capisco perche’ allora Fiat Industrial (utili da paura) ha comprato Cnh (americana), vi si e’ fusa, e ha trasferito all’estero la sede di questo colosso delle macchine agricole/industriali.
Dicono che questo e’ il primo passo verso la fusione Fiat/Chrysler, che portera’ anche li’ al trasferimento di tutte le attivita’ in USA. Del resto Obama non avrebbe concesso alcun prestito se le cose fossero andate diversamente. Siamo un paese di sfigati si sa, ma non credevo fino a questo punto, fino alla cessione delle proprie industrie piu’ grandi.

Il punto e’: l’Italia perdera’ anche il settore automobilistico, che ne ha segnato il boom economico del tardo 900. Le prove, gli indizi ci sono tutti. Tra qualche mese la conferma.

Vorrei solo ricordare a tutti il contributo di Fiat a questo paese. Centinaia di migliaia di persone vi hanno lavorato per decenni a spese dello Stato, ossia dei concittadini, visto che le auto prodotte hanno sempre lasciato a desiderare.

Romiti (s)vendette il brevetto CommonRail a Bosch (brevetto di proprieta’ Fiat, prodotto dai ricercatori di un centro di ricerca di Bari), che lo ha sfruttato per instaurare quella che oggi e’ una posizione dominante dal punto di vista industriale, e che ha comportato decine di migliaia di posti di lavoro in Germania.

Romiti (s) svendette Fiat Ferroviaria ad Alstom. Fiat Ferroviaria, i suoi ricercartori, avevano brevettato il cosiddetto sistema a pendolo, su cui si basano quasi tutti i sistemi ad alta velocita’ del mondo. Se lo sono presi in Francesi, hanno creato decine di migliaia di posti, e hanno oramai isntaurato una posizione di assoluto dominio nel settore.

Fiat era presente pure nel settore aerospaziale. Anche li’ vendite e dismissioni di know-how incredibili!

Oggi caso unico nella storia, compra aziende, e ne diventa una costola.

Io non so se sia giusto o sbagliato lasciare Marchionne agire con le leggi del mercato, ma di sicuro questa azienda appartiene anche agli Italiani che per decenni l’hanno supportata comprandone le auto e pagando tasse e cassa integrazione, oltre che contributi, per farla sopravvivere. il problema e’ che siamo in Italia, e la politica qui non esiste.

Solo una piccola considerazione: la nostra nazione e’ da ricostruire, da zero. Perdere il settore auto non e’ poi cosi’ grave come sembra. Bisogna pensare ad un futuro senza auto, con mezzi puliti che non inquinano. Le vendite delle auto ormai sono crollate e nessuno vuole spendere cosi’ tanto per benzina e manutenzione, oltre che parcheggi e tasse.

Quindi RIPENSIAMO questo paese, una volta per tutte, e vaffanculo a Minchionne e alle sue auto del cavolo…

 

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