Vent’anni dopo…


Oggi e’ una giornata di commemorazione, di ricordo, e si tirano anche le somme degli ultimi vent’anni di lotta alla mafia.

Sono stati presi i mandanti della strage di Falcone, mentre l’attentato a Borsellino resta tutto un punto interrogativo, fatto di depistaggi e sospetti inquietanti come la trattativa Stato-Mafia, che non e’ piu’ solo un sospetto direi…
Per il resto, non posso che constatare un Cuffaro, presidente della Regione Sicilia, in galera per reati legati alla Mafia, cosi’ come un Lombardo, presidente della Regione Sicilia, in attesa di giudizio per reati anch’essi legati alla Mafia.
A certi livelli non e’ cambiato nulla mi viene da dire. Infatti non aggiungo le decine di parlamentari Siciliani e non connessi a camorra, andrangheta e mafia appunto. Siedono sempre li’, impuniti e spesso considerati dei perseguitati, soprattutto dal nostro ex presidente del consiglio. Di sicuro il martirio di tante persone, per mano della mafia, non ha destato nessuna coscienza li’ in alto.

Ma non pensate che l’elezione di Cuffaro o Lombardo abbia tanto a che fare con i cittadini. Nessuno in Sicilia puo’ scegliere chi votare. In Sicilia fanno tutto i partiti. Non c’e’ democrazia. Fanno leggi ad-hoc, si presentano a blocchi di mille partiti coalizzati 50% a destra e 50% a sinistra, si spartiscono le poltrone, e poi nominano QUASI SEMPRE un presidente mafioso, almeno stando ai fatti concreti. E’ un sistema che funziona cosi’ da sempre, e che puo’ essere scardinato solo orientando il proprio voto verso qualcuno che veramente non ha legami con i partiti. Come i Grillini, giovani spesso casti e puri, per ora.

Di certo e’ che la coscienza civile e’ stata molto piu’ scossa da queste stragi che la politica italiana, che mantenendo e anzi ampliando il suo distacco con la cittadinanza, favorisce e nomina tutt’oggi questi esponenti politico-mafiosi.

Spero che alle prossime elezioni Siciliane i cittadini diano un segnale di forte distacco da questa gentaccia, che da Cuffaro, costantamente visitato dall’amico Casini, a Lombardo, continuano a infangare il nome di questi splendidi magistrati.

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