L’Italia delle Telecomunicazioni


Recentemente mi sono documentato sulla storia dell’industria Italiana. Se la storia del dopoguerra, dagli anni 50 agli anni 90 e’ costellata di successi incredibili, la storia degli ultimi vent’anni e’ tristemente costellata di “delitti” d’autore, firmati da grandi nomi del mondo finanziario odierno (li leggerete dopo).

In particolare, oggi vorrei parlare del settore delle Telecomunicazioni, fino a pochi anni fa fiore all’occhiello del nostro paese, e oggi ridotto a piccoli baracconi in cui si parla solo di “efficientazione”, downsizing (ridimensionamento, del business) e licenziamenti.

Eravamo primi al mondo, che ci crediate o meno. Telettra, Stet, Selenia, SIP, Sirti, Sielte, Rai ricerca, Italtel,  Olivetti, i router Marconi, e tanto tanto altro. Ed eravamo i primi sia in ambito infrastrutturale che in ambito servizi. La BBC veniva in Italia a vedere come erano fatti gli archivi digitali in Rai.

Sapete chi ha inventato l’MPEG-2? I colossi spendono 1 miliardo di euro e non approdano a nulla per la TV ad alta definizione e in digitale. La Rai e Telettra investono in una ricerca piccolina, 50 milioni di euro. Bene, questa ricerca produce il sistema per far passare un cammello dalla cruna di un ago. La Tv digitale, come si vede oggi nel mondo, l’embrione è nato qui in casa nostra. Il sistema viene dimostrato durante Italia 90, diffondendo ad 8 sale di visione italiane le immagini in alta definizione riprese nei campi di calcio con i sistemi HDTV, poi trasmesse a livello globale via satellite (fonte rai3: report).

Con un atto criminale, invece di formare un mega polo delle TLC, partendo da Telettra e Italtel, la nostra politica decide per lo smembramento. Telettra viene letteralemente regalata ai Francesi di Alcatel. Un delitto, la fine del nostro futuro industriale e innovativo. Uno dei tanti atti criminali impuniti di FIAT, che possedeva Telettra, che Le era stata a sua volta regalata dal nostro Professorone Prodi. Alcatel oggi chiude in Italia, segnando la fine definitiva di un fiore all’occhiello delle nostre TLC. Notate che il reparto di ricerca e sviluppo sull’elaborazione del segnale tv fu immediatamente cancellato dai Francesi, al momento dell’acquisto, perché non remunerativo a breve termine. Loro si che ne capiscono. E infatti si vede, stanno scomparendo pure loro…

Ci sarebbe altro da raccontare. NSN Italia chiude anch’essa (580 licenziamenti su 1100 impiegati). Per non parlare di Sirti, Olivetti. Un tempo eravamo leader mondiali nell’informatica, con le macchine Olivetti usate in tutto il mondo. Poi di punto in bianco, scomparsi. Appena la politica, si, sempre quelle facce che vedete ogni giorno, e che continuate a votare (ad oggi, i sondaggi dicono PDL 19.6%, PD 25,4%, quindi una buona meta’ della popolazione) in barba al futuro dei vostri figli.

Cosa e’ successo alle TLC di questo paese? Beh, tutto nasce dal declino allucinante del nostro piu’ grande gruppo industriale, Telecom Italia. Ancora una volta i protagonisti sono il solito Romano Prodi, e Tronchetti Provera, un imprenditore rampante della Milano bene, figlio d….’arte, che si vede regalato un gruppo, Telecom Italia, tra i piu’ grandi al mondo, leader europeo per dimensioni, che vede la stessa “Telefonica” (da cui e’ oggi controllata) come un oggettino minuscolo da comprare, forse…Era l’azienda con il piu’ grande parco auto d’Europa, investimenti in Francia, Germania, ovunque. Potentissima, zero debiti, innovazione tecnologica, ricerca. Era l’azienda che ci avrebbe dovuto/potuto portare il benessere oggi. E il lavoro. E invece? Un carrozzone in continuo downsizing, che da piu’ di 100.000 impiegati e’ scesa a 50.000 negli ultimi anni, che ha disinvestito ovunque, e che conta meno del due di bastoni con la briscola a coppe, e che ha un debito spaventoso. Perche’?

Sono gli anni di Pirelli RE, una societa’ immobiliare nata dal nulla, appartenente a Tronchetti Provera, in cui di punto in bianco fluiscono le proprieta’ Telecom Italia, che improvvisamente paghera’ l’affitto per i suoi uffici. E che dire dei router indecenti e non funzionanti, prodotti da Pirelli Broadband. In pochi anni Tronchetti Provera finanzia l’Inter di Moratti con milioni di euro, mentre i debiti di Telecom Italia crescono a dismisura. Valore delle azioni? Alla quotazione, 24 euro a titolo (se ricordo bene), oggi poco piu’ di 1 euro, credo. Assurdo? No Italia! Chi ha pagato? I piccoli azionisti ovviamente. Dove sono finiti i soldi??? Eppure un certo Beppe Grillo da anni si batte per far luce su questo disastro industriale, avallato dalla politica, guardacaso piu’ interessata al digitale terrestre. Ancor prima del suo movimento 5 stelle. E lo stesso fece per Cirio, Parmalat, e avete visto tutti come e’ finita…

Potremmo continuare per pagine e pagine, e solo per le Telecomunicazioni. Ma a che serve? Siamo qui, l’Italia e’ finita, serve ricostruirla. Tutti i settori che i nostri nonni avevano creato sono finiti. La chimica, l’alimentare, l’assicurativo, l’informatica, la farmaceutica. Eravamo leader in tutto. Assurdo crederlo oggi, ma era cosi’.

Ma come ricostruire? Gli ingegneri scappano, emigrano, l’universita’ e’ stata smantellata. Siamo finiti. Non ci sono giovani, ci sono solo i figli di chi ci ha distrutto, sono loro i veri Delfini di questo paese, anzi le Trote!!!

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