Cosa ne sara’ di Palermo nel dopo GESIP, AMIA e AMAT?


Il commissario ad-interim per Palermo, la Sig.ra Latella, ha dichiarato che per far fronte alla crisi finanziaria del Comune sara’ necessario introdurre nuove tasse. Questa e’ la conseguenza naturale di una politica folle e criminale avallata per anni dai Palermitani, che hanno votato per ben due volte uno dei peggiori sindaci della storia di Palermo.

Giusto per enfatizzare l’uso dell’aggettivo “peggiore”, vorrei ricordare che Palermo annovera tristemente tra i suoi sindaci nomi del calibro di Salvo Lima e Vito Ciancimino, condannati per Mafia. Questi due Mafiosi hanno definitivamente distrutto una citta’ e la sua meravigliosa Conca d’Oro, cementificando un’area che un tempo profumava di Gelsomino e Zagara.

Cammarata ci ha lasciato un esercito di 21000 dipendenti comunali, che Berlusconi ha supportato fino a poco prima di dimettersi (ricordate i 45 milioni di Euro versati per la GESIP, invece di essere usati per sistemare un poco il dissesto di questa citta’ – Immondizia, strade, verde urbano, e moltissime altre cose “normali”?).

Ma dove si trovano in maggioranza questi dipendenti?

Si trovano all’interno di GESIP, AMIA e AMAT, le famigerate partecipate del comune, i cui dirigenti sono quasi TUTTI indagati per reati piu’ o meno gravi. Si tratta di societa’ con bilanci disastrati e dipendenti, in moltissimi casi (GESIP), con la fedina penale non proprio pulita. Per anni queste aziende sono state fucine di voti, finche’ Silvio garantiva l’erogazione di fondi per supportare i viaggi a Dubai del direttore dell’AMIA, mentre giu’ da noi la monnezza ci soffocava.

I nodi vengono al pettine si suol dire. Ma aggiungerei anche che “non tutti i mali vengono per nuocere”. Palermo e’ una citta’ distrutta. Queste societa’ DEVONO FALLIRE se vogliamo ricominciare. Monti non ci dara’ una lira, per fortuna, la Regione e’ al collasso finanziario, i Palermitani non hanno piu’ un centesimo, figuriamoci se potranno pagare altre tasse. Ci vorra’ l’affidamento dei servizi comunali ad aziende private, che certamente dovranno licenziare un po’ di “malacarne”, oltre che razionalizzare molte spese. Per queste fucine di voti e’ quasi finita. Certa gente, molta gente, si dovra’ cercare un lavoro, come tutti i cristiani di questo mondo…

Non tanto tempo fa prevedevo questo epilogo. Siamo alla resa dei conti. Spero solo che il prossimo Sindaco di Palermo non rimetta in piedi questo castello di carte che sta per crollare una volta per sempre, lasciandoci pero’ una citta’ oggi invivibile e ridotta allo strenuo.

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