Palermo e i suoi simboli


Recentemente si sta discutendo l’intitolazione della fermata Brancaccio del passante ferroviaro a Padre Puglisi. Si intende cambiarne il nome appunto da “Palermo Brancaccio” a “Padre Puglisi”. Si sono sollevate varie polemiche a riguardo.

Personalmente, io sarei perfettamente d’accordo a ricordare alla gente LOCALE chi e’ morto per colpa della Mafia. Soprattutto lo merita la memoria di questo eroe.
Sono d’accordissimo a dedicare, sempre in un contesto LOCALE, piazze, strade, manifestazioni culturali e sportive, e quanto altro per ricordare eroi caduti per mano della Mafia.

Ma sono totalmente in disaccordo nell’intitolare “interfacce” internazionali come l’aeroporto a eroi della lotta contro la Mafia. Che biglietto da visita diamo? Abbiamo solo questo da associare al nome di Palermo? Mi spiace che il turista che arriva,  veda/associ subito Palermo alla Mafia, sebbene si tratti di simboli di lotta alla stessa. Perche’ non cominciare ad associare il nome di Palermo a qualche altro simbolo da esportare. Cucina, monumenti, mostre, eccellenze, tradizioni, personaggi illustri della citta’, non per forza simboli della lotta alla Mafia. Ricordo che l’areoporto e’ comunque inserito in un contesto INTERNAZIONALE, e sinceramente il turista non ha nessun ruolo nella realta’ che molta gente giornalmente vive.

Ben venga dunque via puglisi, un evento sportivo intitolato al padre, una fermata chiamata Padre Puglisi. E vangano pure mostre, eventi, musei, strade, momunenti, parchi, e quanto altro serve per ricordare Falcone e Borsellino. Soprattutto manifestazioni culturali che ricordino alla gente il terrore che questi eroi hanno combattuto per noi! La creazione del museo della Mafia da parte di Sgarbi e’ stata un’idea assolutamente vincente. Anzitutto si rende memoria agli eroi che l’hanno combattuta. Ma al contempo l’idea di avere narrate certe storie in un contesto come un museo rievoca un’idea di passato, qualcosa che non e’ piu’ presente. Facciamo un museo a Corleone, magari nella casa di Mafiosi illustri…Facciamo business attraverso cio’ che ha rovinato il business in Sicilia.

E’ necessaria un’opera di rinnovamento dell’immagine della citta’, che anzitutto parta da una revisione dei suoi simboli. Abbiamo una tradizione culinaria e vinicola favolosa: puntiamo sui nostri prodotti. Creiamo turismo agricolo, culinario, rassegne internazionali dove si presentano prodotti autoctoni, puntiamo sulle risorse locali, su corsi di cucina, su degustazioni di vini e formaggi ed escursioni sul territorio. Creiamo percorsi turistici SERI in citta’. Perche’ non creare delle corsie preferenziali per i turisti che visitano la citta’ in carrozza. Perche’ non permettere a chi scende dalla crociera di attraversare in modo sicuro percorsi predefiniti, dove sorgano negozietti di souvenir, caffe’, ristoranti, e attivita’ commerciali di ogni tipo. E utilizziamo la nostra bellissima cattedrale, i quattro canti, il teatro massimo o chissa’ quanti altri palazzi come simbolo delle meravigle nascoste di Palermo. Basta poco, pochi soldi, pochissimi, e si creerebbero migliaia di posti di lavoro…

Sleghiamo il nome di Palermo dalla Mafia, la lotta odierna comincia da li’…

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